Ci sono storie di cui non vorresti mai conoscere la fine, ma ricorderai per sempre come sono iniziate

 Questo romanzo come solo una tela ragna e intricata potrebbe riuscire a fare, avvolge il lettore fin dalle prime pagine, coinvolgendolo totalmente e senza via di scampo.

Sophie Park, promettente giornalista in figa dalla sua vita, ci guida attraverso flashback e narrazione attuale alla caparbia scoperta della verità su un suicidio avvenuto anni prima al Black Lake nella piccola cittadina di Numeesville, a cui nessuno aveva realmente creduto: quello della sua amica Elisabeth Madison.

Entrerà quasi per caso nella narrazione l’antica leggenda siksika, antichi abitanti di Numeesville, che narra di tre numees (sorelle) inseparabili, e che viene citata più volte per parlare di Sophie, Beth e Claire, non sorelle di sangue ma per scelta che furono sempre inseparabili fino a al suicidio (o presunto tale) di Beth  al Black Lake.

Ma in certi libri nulla è per caso…

Leggendo questo corposo romanzo ci si fanno idee, teorie, che in un attimo poi vengono accantonate e sostituite da altre. E questo avverrà più e più volte…

Meraviglioso il dipanarsi della storia che tiene sempre il lettore sulla corda.

Perfetta, impeccabile, la caratterizzazione dei personaggi, introdotti senza forzature quando la storia ha necessità di loro, riservando a ognuno un assolo un momento per mostrarsi sul palco della storia, e seminare dubbi, sviare, o ricentrare la narrazione.

La trama è poi arricchita da alcune storie nella storia che a mio avviso hanno completato grandiosamente il mistero, l’ansia e l’adrenalina, creando una miscela esplosiva.

Complimenti alle due autrici: un libro scritto a quattro mani può facilmente denunciare la differenza di scrittura, invece qui si scorre come se si fosse su un tappeto di morbida seta.

Veramente consigliato!

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