In questo romanzo niente è come sembra, ed è particolarmente difficile raccontarne la trama.

La dimensione onirica è un aspetto fondante della storia e più di una volta, soprattutto nei primi capitoli, ci si sentirà spiazzati, e spesso non si riuscirà a definire esattamente la linea di demarcazione tra sogno e realtà.

Marco Bandini, il protagonista, è un aspirante scrittore frustrato e dalla fervida immaginazione, che non riesce a portare a termine i suoi romanzi. Accanto a lui c’è Mike, protagonista di una storia lasciata in sospeso e che vorrebbe poter continuare a vivere tra le pagine.

Poi c’è Michelle, ex fidanzata, la cui presenza si fa sentire quando Marco inizia a frequentare Alice, la ragazza che legge sempre lo stesso libro a parte l’ultima pagina. Ma Michelle sarà lei davvero, o sarà soltanto un sogno?

A fare da sfondo alla storia, nella dimensione onirica, c’è la favola di Alice nel paese delle meraviglie di L. Carroll: incontreremo, disseminati e dissimulati nel percorso di lettura, i personaggi della celebre fiaba che guideranno Marco nella ricerca di un passato perduto e un futuro da scoprire.

La narrazione prosegue leggera, spaziando fra riflessioni sul mondo del lavoro, sull’editoria e sulla devastazione che il terremoto ha creato nella città dell’Aquila, per arrivare anche a trattare anche sulla situazione di due piccoli rom e del loro campo.

Con il procedere della storia sarà chiaro che il blocco dello scrittore non è l’unico problema di Marco: c’è qualcosa, nel suo passato, destinato a riemergere e a spingerlo a rimediare, per mettere a tacere il suo cervello inquieto e finalmente trovare pace.

Marco e i suoi personaggi diventano un tutt’uno, e questi divengono parte dell’autore come il materializzarsi di un pezzo della sua anima.

L’autore deve avere la spiccata sensibilità di osservare la realtà con occhi diversi dal comune essere umano, come un bambino che non perde mai la sua innocenza, e quindi interpretarla in modo proprio, trovando storie impossibili in fatti comuni, spiegandola in maniera diversa da chi non riesce più a immaginare e giocare con la fantasia.

In questo contesto, è normale che a volte i personaggi prendono realmente vita e si evolvono secondo le caratterizzazioni che l’autore stesso ha voluto dargli, seguendo il proprio destino.

Marco ha dei ricordi oscuri da cancellare e per un periodo determinato la sua mente accetta di celarli alla sua coscienza, ma loro continuano a bussare per riemergere, per essere affrontati, a volte in maniera sensata facendo emergere il carattere di quest’uomo a volte in maniera inconscia mostrando i suoi rimorsi e le sue paure.

È una lotta tra bene e male, tra luce e oscurità, tra oblio e rinascita.

Chi vincerà?

In un susseguirsi sferzante di veglia e sonno, irriverente nei confronti della logica e del buon senso, assistiamo ad una profonda introspezione di quest’uomo che lotta per riemergere da un’oscurità in cui lui stesso si è gettato, dove deve distruggere tutto e rinascere dalle macerie per accettare la responsabilità delle sue azioni e fare pace con il suo subconscio, per continuare a vivere.

Ma quello che davvero vi lascerà per un attimo in silenzio, sarà il finale, di cui ovviamente non vi svelo nulla e che rimane aperto ad interpretazioni personali e assolutamente soggettive.

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