“La settima donna” di Giuliano Brentegani è un romanzo che vi avvolgerà letteralmente nelle sue spire senza lasciarvi andare, fino all’intima sillaba.
Con ogni probabilità è l’artificio dell’alternanza tra presente e passato a rendere la narrazione così coinvolgente, disarmando nelle prime pagine le attese del lettore perché, effettivamente non si riesce subito a afferrare il sottile fil rouge che unisce tutte le protagoniste (le sette donne, appunto) che vengono raccontate nei vari capitoli.
Inizia tutto a Verona, quando la calma vita di un bibliotecario della Biblioteca del Circolo Storico dei Letterati a Verona (Francesco Castelli) si imbatte negli occhi blu di una ragazza rossa di capelli (Caitriona): lei è a Verona perché, proprio nella biblioteca dove lavora Francesco, è conservato il sacro testo utilizzato dall’Inquisizione nei processi per stregoneria, ovvero il “Malleus maleficarum” in una antica edizione, e proprio di quella ha necessità la giovane…
I capitoli portano il lettore in un continuo viaggio in epoche e luoghi differenti, per poi tornare al presente, a Verona, nel 2016 con protagonisti: il dolce e gentile bibliotecario Francesco e la bellissima e misteriosa Caitriona.
L’effetto “colla” delle pagine vi rapirà l’attenzione e i pensieri fino a dipanare completamente la matassa, fino a che tutti i tasselli di questo puzzle non andranno magicamente a posto loro.
Una trama costruita perfettamente, unita a una narrazione fluida e scorrevole, ma non per questo “leggera”, rendono questo romanzo immancabile fra le vostre letture!