Il sottotitolo, Thriller noir dell’anima, ha catturato la mia attenzione come potente calamita, da subito.

 Una regista di horror, accusata di aver evirato un produttore cinematografico, viene torturata e assassinata con un rito medievale riservato alle streghe.

L’agghiacciante ritrovamento del cadavere fa rivivere al commissario Maya Desìo, esperta in grafologia giudiziaria, l’ombra di un inimmaginabile segreto che la lega con la vittima, in un vortice di autolesionismo: si intreccia l’ardore di vendetta con il desiderio di riscattare l’amore, cercando di sfuggire al fantasma della follia.

Scavando nella vicenda emergono rapporti di amore e odio che la regista ha avuto con un noto psichiatra: tutto questo scatena pulsioni inarrestabili che trascinano Maya Desìo in una relazione con un uomo dalla condotta bipolare.

 Questo romanzo vi avvincerà con i suoi tentacolo, fatti di poetiche parole che avvilupperanno l’incauto lettore in un plot affilato come la lama di un rasoio.

A chiarire ancora meglio il senso e l’essenza del narrato , l’autrice, scrive nella postfazione del romanzo… «Anche se le esecuzioni sono finite da oltre due secoli continuano i soprusi contro le nuove streghe, protese a combattere, in famiglia, nel lavoro e nei rapporti sociali, le logiche del capitalismo sessista che cela una idea stantia della donna».

 Un romanzo che contiene una profonda denuncia e che è veramente da leggere.

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