Le confessioni di una concubina
15,00€
Una storia di violenza domestica, di abusi psicologici che vi afferreranno allo stomaco. Misia, una giovane donna, e la sua vita monocromatica che, passo dopo passo, si tingerà sempre più di nero, un nero che sa di tristezza, di paura, di lutto. E in un’escalation di violenza, quando la situazione diverrà irreparabile, impossibile da sopportare, la soluzione sembrerà essere solo una… Ma la vita a volte riesce a sorprendere e, seppure questo non rappresenterà un’equa ricompensa dei mali subiti, forse con il tempo riuscirà a mitigare i ricordi smorzando spigoli vivi e aprendo un insperato spiraglio di luce. Ognuna di noi merita una vita a colori, merita di essere artefice del proprio destino, senza soccombere più, per essere finalmente libera di amare, di amarsi.
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Un romanzo intenso, carico di emozioni forti, dal ritmo cadenzato. Una storia di violenza domestica, di abusi psicologici che vi afferreranno allo stomaco.
Misia, una giovane donna, e la sua vita monocromatica che passo dopo passo si tingerà sempre più di nero, un nero che sa di tristezza, di paura, di lutto. E in una escalation di violenza, quando la situazione sembrerà divenire irreparabile, impossibile da sopportare, la soluzione sembrerà essere solo una…
Ma la vita a volte riesce a sorprendere, e seppure questo non rappresenterà un’equa ricompensa dei mali subiti, forse con il tempo riuscirà a mitigare i ricordi smorzando spigoli vivi ed aprendo un insperato spiraglio di luce.
Ognuna di noi merita una vita a colori, merita di essere finalmente artefice del proprio destino, senza soccombere più, per essere finalmente libera di amare, di amarsi.
Informazioni aggiuntive
| Peso | 0,360 kg |
|---|---|
| Lingua | Italiano |
| Copertina flessibile | 260 pagine |
15 recensioni per Le confessioni di una concubina
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Walter De Maria –
ora…grazie per le belle emozioni.
La seconda parte è stata davvero necessaria dopo l’angoscia degli avvenimenti precedenti.
Ho amato immaginare la nuova vita di Misia, i nuovi personaggi prendevano gentilmente forma nella mia immaginazione, ritrovandomi sempre con un accenno di sorriso durante la lettura.
Un finale poetico e non scontato.
Non finivo un libro in meno di 48 ore da tempo
Paolo Berni –
Un libro che tratta temi molto delicati in modo diretto e realistico. Una protagonista descritta con intima onestà nella sua crescita interiore, nonostante le proprie debolezze.
L’esasperazione di Eros e Thanatos che albergano in ognuno di noi.
Complimenti alla scrittrice Roberta Mezzabarba, amica e consigliera personale.
E grazie per la bellissima dedica.
Laura Principi –
Quando arrivo alla parola FINE di un libro per me inizia la vera “lettura”… perché rifletto, ricordo, analizzo, focalizzo e memorizzo.
“Le confessioni di una concubina” è una storia di violenza e abusi, ma è soprattutto una storia di solitudine.
È soprattutto la storia di una bambina.
Nelle prime pagine c’è tutto, c’è tutta la Misia che sarà: la concubina violentata, abusata e calpestata.
La ragazza “trasparente” “bruttina” “nulla di speciale”. La moglie “buona a nulla”. La madre incapace di portare il figlio in grembo….
È tutto nelle prime pagine, nei ricordi di un’infanzia trascorsa a compiacere una madre e un padre mai soddisfatti, che pretendono senza chiedere, ottengono senza domandare e si appropriano senza ringraziare.
Un’infanzia di giornate sbiadite dove l’unico raggio di sole è una nonna che accarezza, ride e si commuove con lei, la fa sentire unica, imperfetta e bellissima…
E parte tutto da lì, da questa infanzia, la sua graduale e inesorabile discesa all’inferno, dove i bocconi amari cancellano le rare dolci briciole, dove l’unica via d’uscita sembra essere la scelta del “metodo giusto” per smettere di soffrire, “per tirar fuori la notte” e riposare per sempre.
Una prima parte che ti colpisce come un pugno allo stomaco…
Un romanzo vero, forte e ben scritto, in perfetto equilibrio tra la prosa più dura e la più tenera poesia, quella del quaderno scarlatto, testimone dei momenti più bui, ma anche della rinascita:
la storia di una donna dal bellissimo volto spruzzato di lentiggini.
Brava Roberta Mezzabarba
Francesca –
Iniziatoil viaggio con la concubina e ti dico subito che già nelle prime pagine “Ricordi” ritrovo una Francesca bambina con una deferenza verso mio padre che sembra quasi primigenia, che ha influenzato anche le mie scelte e che porto ancora, a bada, dentro di me, dopo anni di terapia.
Quel voler compiacere per sentirsi dire: Brava, sei stata brava.
Vado avanti nel viaggio delle emozioni.
Finito. Si legge come bere un sorso d’acqua. Pregno di poesia.
Devo elaborare le riflessioni.
Ci sono colpi di scena, che mi hanno lasciato senza fiato.
Mentre leggevo ho avuto la sensazione che scrivere per te è come parlare: fluido, immediato, pulito.
Non è solo diretto perché i periodi, le frasi, non sono affatto semplici, ma sono ben costruite con parole ricercate ma tutto arriva chiaro.
Fa parte di te la scrittura.
Un magma messo in forma per noi lettori.
Grazie. Per la bella lettura e per la musica.
Ortenzia Nicastro –
Che dire…un romanzo che ti tiene il fiato in sospeso pagina dopo pagina… per poi alla fine una boccata d aria fresca ti riempie i polmoni… e fa ritornare a respirare…..
Corradi Pulcini –
Ho finito adesso questo terzo romanzo cdi Roberta Mezzabarba, e innanzitutto tutto posso dire che il suo modo di scrivere, ricercato ma scorrevolissimo allo stesso tempo, è fantastico, si vede che è un dono naturale, perché vale per tutti i libri che ha scritto.
I precedenti romanzi sono molto gradevoli, ma per me questo ultimo, è il più bello dei tre: il primo mi è piaciuto moltissimo, ma la storia è un argomento un po’ inflazionato; il secondo pure è stato bello, la storia, al contrario del primo, molto fantasiosa… ma
Le confessioni di una concubina è… fantastico!
La storia di questa ragazza è coinvolgente e drammatica allo stesso tempo, giuste anche le descrizioni, diciamo così, “hot”….
Poi Farnese (il nostro bel paesino) nella narrazione è stata un idea bellissima….non me lo aspettavo!!
Rita De Luca –
Una montagna russa ecco proprio questa è la sensazione.
Ecco si parte ignara provi eccitazione dell’ignoto convinta da altri e per non deluderli vai …poi ecco il terrore senti l’odore della paura della sofferenza dell’anima violata, gridi nella speranza che qualcuno ascolti le tue grida…poi ti accorgi che in questo andare su e giù non sei sola.
E poi finalmente arrivi alla fine …si allentano le griglie di protezione e tu scendi svuotata ma fiera e forte per aver superato questa terribile prova e determinata a pensare e agire con la tua testa.
Bellissimo romanzo di Roberta Mezzabarba che ti trascina , avvolge e coinvolge. Misia protagonista inventata che rappresenta la realtà di tante Donne. Se al mondo ci fossero tanti Olga , Iride, Sebastiano e Aedo tante di loro sarebbero salve. Si conclude così il mio viaggio col cuore gonfio d’emozione.
Alessandro Gnani –
Misia inizia a raccontare e sono subito pietre scagliate sul lettore. Ritmo martellante, a tratti ipnotico.
Misia ha un marito soprammobile e genitori contro. Un giorno Misia crede d’innamorarsi o forse s’innamora davvero.
C’è un prima e un dopo nella sua vita, e uno spartiacque nella narrazione.
La ripartenza, tragica, di una donna, per sentirsi “circonvessa, raggomitolata, ripiegata dentro all’involucro dei pensieri, seduta rovinosamente sul bordo dell’anima”.
Avendo io un debole per i cattivi personaggi, ho amato la mamma più di tutti gli altri.
Resa benissimo, con poche battute, ma infernali, stupende quanto agghiaccianti.
Arte-Misia –
Il libro l’ho finito ieri sera dopo un ora e mezza di lettura scorrevole .
Mi sono tuffata dentro ed a tratti mi sono ritrovata a fare i conti con in apnea di emozioni, tragicità dolore, rabbia, angoscia poi le pagine scorrevano e riprendevo ossigeno.
Lei è stata brava a scavare nei fondali dell’animo umano portando alla luce emozioni e stati d animo non solo della protagonista ma soprattutto del lettore, questa Misia che si trasforma da bruco a farfalla (perché lei è bella anche se cercano di farla sentire inadatta) che si misura con il dolore e la felicità con la fragilità e con la forza e quando tutto intorno sembra perdere certezza la sola via che rimane è interrogarsi allo specchio dell’anima e cercare di scegliere la felicità è la serenità più giusta (anche pensare al suicidio in quel momento per lei è stato una forma di sollievo) ma sbagliando fino al fondo si ritrova la luce, la forza e la consapevolezza che spesso il mondo ,la vita è in noi e si sceglie con forza di rinascere ancora.
Mirella Guagnano –
Per la mia propensione ad immedesimarmi negli altri è stata una lettura sofferta ma non riuscivo a smettere di leggere.
L’autrice è riuscita a farmi calare nei panni della protagonista, ho sofferto e pianto con lei, ho anche imprecato contro chi aveva il dovere di proteggerla e invece ha chiuso non un occhio solo ma tutti e due, abbandonandola a se stessa.
“Un giorno sarai felice, ma prima la vita ti insegnerà ad essere forte”.
E quanto ha dovuto imparare ad essere forte Misia per raggiungere la tanto agognata felicità!
Purtroppo la storia della protagonista è analoga a quella di tante altre donne.
Donne che sognano il principe azzurro ma che si ritrovano accanto l’orco; che sognano l’amore ma che si ritrovano a subire violenza fisica e psicologica.
Donne costrette a farsi piccole piccole e a misurare i respiri per paura di svegliare l’orco.
Cosa scatena tutta questa violenza nella mente e nell’animo dell’essere umano? Gelosia? Possessione? Frustrazione? Insicurezze?
Facile dire: “Donne, denunciate i maltrattamenti”, ma nel momento in cui Misia ha trovato il coraggio di farlo, chi l’ha aiutata?
Le istituzione devono prima indagare e intanto ti rimandano nella tana della bestia che nel frattempo è libera di sfogare le sue ire. Chi altro poteva aiutare Misia?
Quelli che l’avevano messa al mondo facevano finta di niente, non volevano scandali.
Apparire bene agli occhi degli altri era per loro una priorità che andava messa al primo posto, ignorando le sue grida silenziose di aiuto e lasciando la figlia sola con il suo triste destino.
Si sentiva stanca Misia, sola, dolorante per le tante botte ricevute, avrebbe voluto che tutto finisse, voleva dare un taglio netto a tutto per non dover soffrire più.
E nel momento in cui si era convinta che nulla sarebbe mai più cambiato ecco che succede qualcosa che le fa intravedere una piccola lucina in lontananza, deve solo trovare la forza dentro di sé per poterla raggiungere e goderne.
Mi sono trovata a soffrire con Misia man mano che andavo avanti con la lettura, ma ad un certo punto mi si è alleggerito il cuore e ho gioito per lei.
Devo fare i complimenti all’autrice, libro davvero coinvolgente.
L’inserimento delle poesie poi è stata una piacevole sorpresa.
Ne consiglio la lettura.
Emanuela Restuccia –
Ho divorato e assaporato la lettura di questo libro nelle mie notti insonni, non mi aspettavo una storia così.
Cosi reale, così familiare, così fortemente personale.
Mi sono tuffata in una vita e mi sono immedesimata purtroppo per il mio vissuto.
Un passato dimenticato, molto probabilmente volutamente, un passato a cui io ho detto addio nel momento in cui ho deciso di separarmi da “quel mostro che mi aveva resa concubina” all’età di 20 anni.
Ho avuto molti Pietro che hanno abusato della mia voglia di essere amata, e persone che mi hanno usata per i loro comodi.
La rivalsa me l’ha data la poesia, l arte, l amore per i miei figli che mi hanno svegliata dalla voglia di non vivere..
Grazie Roberta grazie di avermi regalato per qualche notte la voglia di vedere il riscatto in altre donne… la seconda possibilità di ognuno di noi.
E grazie di aver dato la tua arte per manifestare la forza che si racchiude in ognuno di noi anche contro tutti…
Giorgio Raucci –
Il Nuovo Romanzo di Roberta Mezzabarba è avvincente, accurato, appassionante, emozionante, credo che tutti siamo “Concubine” della nostra vita, che si deve necessariamente affrontare il cambiamento, liberandoci dalla gabbia che ci imprigiona in una vita che ormai sentiamo “stretta”.
Misia una giovane ragazza che attraverso la scrittura scrive la sua storia incisa del dolore, nelle pagine di un quaderno, ma l’ultima parola non sarà fine perché la speranza è sempre in attesa di essere raccolta e di vivere La vita, come la prima volta.
Complimenti Roberta sei riuscita a farmi commuovere con la tua grandissima sensibilità di una vera scrittrice di talento.
Rosanna Augello –
Un sabato meraviglioso trascorso a leggere d’un fiato “Le confessioni di una concubina “.
Misia è un po’ tutte noi quando ci confrontiamo con il lato più profondo ed oscuro di noi stesse.
Bellissimo il romanzo , straordinario il mix della sua costruzione tra racconto e poesia .
Complimenti Roberta Mezzabarba, mi hai stregata !
Monica Burel –
Misia è una giovane donna che fin da piccola viene indirizzata dalla famiglia sulle decisioni da prendere.
La famiglia pretende che Misia segua “i suggerimenti” che il padre e la madre le danno.
Così si ritrova sposata con Filippo. Si ritrova a vivere una vita fatta di violenze psicologiche e fisiche. E ad un certo punto non riesce più a continuare e prende la decisione di farla finita con la vita..
Ma il destino deciderà in modo diverso.
” Un giorno sarai felice, ma prima la vita ti insegnerà ad essere forte”.
La protagonista di questo libro lo sperimenta sulla propria pelle.
Proverà sofferenza psicologica e fisica.
Saranno proprio le persone che dovrebbero prendersi cura di lei che le infligeranno le ferite più profonde.
Misia mi ha fatto piangere. Misia mi ha fatto riflettere profondamente sulla condizione di noi donne.
Troppo spesso permettiamo agli altri di prendere decisioni per noi stesse.
Troppo spesso stiamo in silenzio davanti alle violenze che subiamo. Purtroppo troppo spesso ci colpevoliziamo per ciò che succede. Pensiamo di essere inadeguate nei confronti di chi abbiamo vicino. Pensiamo di essere sbagliate.
“Quanto dolore hai pagato per la bellissima armatura che indossi?”
Chi riesce ad uscire da tutto questo dolore (anche se penso che non si riesca ad uscirne mai del tutto) è “premiato” con un armatura. Un armatura che ci protegge dagli altri..e forse ci protegge anche da noi stessi.
Inutile dirvi che questo libro deve essere letto. Io in due sere l’ho divorato.
Seppur mi sia dovuta fermare perché mi ha fatto male nel profondo.
Finita la lettura rimangono tante sensazioni..
Una su tutte la speranza per una nuova possibilità, un nuovo inizio..
La speranza di poter vivere la vita che meritiamo.
Rita Di Terlizzi –
Divorato in poche ore, “Le confessioni di una concubina” è un viaggio a 360 gradi dentro la violenza, perché, sì il libro è una storia di abusi e violenza domestica… ma gli abusi per Misia partono da lontano, addirittura da quando era ancora una bambina, quando l’abuso non era fisico ma soprattutto psicologico… lei troppo dolce e i genitori troppo freddi e autoritari, quindi crescere senza mai ricevere un complimento o un gesto di dolcezza e in più manipolata psicologicamente… la porta ad essere una donna insicura, con poca fiducia in se stessa e con una bassa autostima.
Prima sottomessa al volere della sua famiglia principalmente della pessima madre, la figura più negativa in assoluto, forse al pari della sorella (egoista) …certo, a parte il “mostro”!
Poi per la serie… “come cadere dalla padella alla brace!!” …alla morte della nonna: l’unica persona che l’ha amata incondizionatamente, l’unica luce nella sua vita… per Misia, non rimane altro che cercare quel surrogato di amore in Filippo, in apparenza un bravo ragazzo e affidabile, ma troppo silenzioso e incapace di gesti di affetto (…..) Misia sopporta tutto, pur di mantenere quel poco che ha, impotente… e credendo che è colpa sua con tutte le sue forze cercherà di capire cosa fare per conquistare il suo cuore ma anche comportandosi da “concubina”, schiava e succube del marito, lui la ignorerà passando le giornate o fuori casa per il lavoro o sdraiato sul divano davanti alla TV .
Misia sempre più sola e amareggiata cercherà le attenzioni fuori casa, e così emotivamente fragile si imbatte nel classico collega farfallone… lei per la prima volta prova sensazioni molto forti, ma in verità è alla ricerca solo di coccole e baci …il collega invece vorrebbe altro
In casa intanto la tensione cresce e una sera, la scoperta del quaderno di poesie della moglie, innesca in Filippo una esplosione di violenza tale da arrivare a provocare l’aborto del loro figlio, che lui non voleva .
Uscita dall’ospedale, schiacciata tra la furia cieca del marito, il finto perbenismo della madre che lo difende, l’assenza del padre e l’egoismo della sorella…
Misia è sempre più disperata, sembra che nessuno crede a quello che dice e così sogna di mettere fine a questa sofferenza e c’è un unico modo….
Ma il destino la pensa diversamente e dopo tanto buio, finalmente un po’ di luce torna ad illuminare la vita di Misia, conoscerà persone meravigliose che hanno solo un pensiero: aiutarla!!!
Aiutarla a ritrovare la speranza, a ricominciare a respirare e che gli daranno nuove opportunità e nuove strade…
Come finirà?
Roberta grazie mille per questo romanzo intenso che tocca temi forti, scritto benissimo in modo semplice e chiaro, è impossibile non trovare subito empatia nei confronti della dolce Misia… sentire la sua paura e soffrire con lei.
Una storia, ahimè, attualissima, come purtroppo, se ne sentono tutti i giorni un pugno allo stomaco…
Misia rappresenta migliaia di donne, che ogni giorno, in tutto il mondo, subiscono violenza: è ora di finirla!!!
La copertina è fantastica, lei è Misia e l’ho guardata negli occhi prima di iniziare a leggere
La chicca finale è il CD musicale, creato appositamente per il romanzo…
l’ho ascoltato con grande emozione mentre leggevo!!!