Questo è un breve romanzo che attraversa un secolo di storia e che mescola una realtà attentamente ricostruita ad una buona dose di finzione narrativa.
Una vecchia scatola, custode di memorie di un passato avvolto nell’ombra, accende la fantasia di Lucia e Maria (che con molta probabilità sono le stesse autrici) ragazze curiose della vita e innamorate dell’amore, che sapranno ricomporre una vicenda antica immergendosi nella storia della loro famiglia.
Conosceranno la bellezza e la profondità delle tradizioni ma soprattutto riusciranno a svelare un segreto antico di cinquant’anni: chi è il misterioso e affascinante gentiluomo inglese che proprio nella campagna romana incontrò l’amore della sua vita?
La favola del romanzo, incuneato in un preciso contesto storico, vuole innestarsi nelle storie veridiche dell’archeologo Thomas Ashby, direttore dell’Accademia Britannica di Roma (centro di studi per l’archeologia, la storia e la cultura dell’Italia e per l’arte e l’architettura contemporanee) e autore di monografie di archeologia e di numerosi contributi scientifici in topografia antica, architettura rinascimentale e urbanistica laziale.
Un fatto particolare assume la scelta di iniziare la scrittura evocando, per mezzo di citazione, alcuni versi dell’intensissima poesia-canzone scritta da Mogol per le altrettanto intensissime musica e voce di Lucio Battisti: è con i passi di Pensieri e parole che le autrici scelgono di introdurre il lettore alle loro pagine, anticipandoci a chiare lettere il contenuto del libro che ci offrono in lettura.
Una gradevole lettura.