l petrolio di Alarico è stato uno dei libri più particolari che io abbia letto negli ultimi tempi.
Un romanzo distopico, ricco di spunti riflessivi sulla società e sulla vita con personaggi ben delineati e accurate ricostruzioni storiche e ambientali.
Non nego di aver faticato ad entrare nella storia, narrata spesso con battute spesso dialettali.
Lo scrittore è riuscito a trattare delle problematiche politiche importanti, diluendole in un sottile umorismo, inserendo nel racconto, nemmeno tanto velatamente, la sua opinione personale.
Geniale è stata l’idea di un reality show per trovare i politici del futuro, della creazione col metodo Wikipedia della Divina Commedia 2.0, e l’inserimento della ricerca ed il ritrovamento del tesoro di Alarico, che diverrà poi la soluzione al caos che regna nell’Italia (magari esistesse!)
In un mare magnum di personaggi eccessivi, ognuno a proprio modo, spicca Chiara che è uno dei protagonisti cardine della storia, esempio di integrità morale, in grado di amare fino a rinunciare a sé stessa, riuscendo, infine, a unire gli antipodi al suo capezzale, regalando a ognuno di loro una parte della sua silente saggezza.
Nel romanzo vengono narrare diverse storie, che all’inizio possono apparire a sé stanti, ma che in realtà, si scoprirà, sono tutte collegate fra loro da un comune filo conduttore che le convoglierà in un’unica direzione.
Solo attraverso l’onestà, la sincerità e all’amore si possono avere delle solide basi di vita.
Mi è piaciuta l’idea che siano le donne a poter salvare le sorti dell’umanità, mentre i maschi continueranno a ronzare loro intorno senza una visione diversa da quella limitata al proprio io.
L’unica cosa che non ho gradito molto è la preponderanza della parte descrittiva rispetto ai dialoghi che avrebbero reso più fluida la lettura.