Sulle prime, sono rimasta affascinata dalla copertina di questo romanzo… una donna ritratta di spalle, con i suoi capelli rossi raccolti in mezzo a rami fioriti di pesco.
Poi il titolo mi ha riportato a un film di qualche anno fa, diretto da Ferzan Özpetek, che ho letteralmente adorato.
Questi sono stati i ganci che inizialmente mi hanno portano dentro alle pagine di questo libro. Poi…
Vi è mai capitato di desiderare tanto una cosa, di realizzare un desiderio, e poi una volta raggiunto non riuscire a provare la soddisfazione immaginata?
Questo è quello che accade alla protagonista del romanzo, Allegra, che a un passo dal coronamento del suo sogno sprofonda nel baratro: la perdita dell’adorata zia getta la donna nell’angoscia tanto che le sembra di aver perso lo stimolo per continuare a scrivere: si, perché allegra è una scrittrice!
Poi il vento di questa storia scompiglia e avvicina imprevedibilmente due vite, che si incontreranno e si intrecceranno: Allegra e Gemma sono lontane generazioni ma scoprono un’affinità più profonda, quella dell’anima. Entrambe sono scrittrici ed è forse questa abilità che le avvicina: nel loro mondo fatto di parole possono comprendersi, capirsi e aiutarsi.
Questa storia, scritta a quattro mani da Gloria Pigino e Giuseppe Verdi (nome che di per sé è già un programma) compagni nel lavoro e nella vita, viene resa al lettore con un linguaggio comprensibile e delicato che rende fruibile la storia, riuscendo contemporaneamente a regalare emozioni, e un messaggio su tutti: IMPARIAMO A INSEGUIRE E PERSEGUIRE I NOSTRI SOGNI!
Molto belle le citazioni sull’universo della scrittura che omaggiano autori famosi, che gli autori posizionano all’inizio di ogni capitolo: la mia preferita?
Eccola:“C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.” (Beatrix Potter)