Zia Lala ama incantare i propri nipoti con il suono antico delle sue storie, nelle quali riecheggia la magia perduta di un tempo ormai lontano, quasi mitico.

Sono racconti di donne forti e semplici come la terra che abitano, da Pinuccia a donna Virginia, da Luigina a Marisetta, accompagnate da uomini attenti e premurosi che con loro condividono i drammi e le gioie di ogni giorno.

Tuttavia, nel ripercorrere le strade dissestate della memoria, nel cuore di zia Lala torna a vivere un dolore che sembrava svanito e che invece brucia ancora, una lacerante ferita che ha sempre taciuto, nella speranza che smettesse di tormentarla.

Ora, però, è il momento di scovare le radici di quella sofferenza, per poter andare avanti senza dimenticare quel che è stato.

L’autrice rivela un mondo femminile fatto di sfiancanti sacrifici, amori sinceri, cocenti delusioni e grande generosità. Sullo sfondo di un piccolo paese nella campagna ciociara, l’autrice lascia che le protagoniste diano voce a un passato che non si nomina mai, perché il solo ricordo atterrisce e ammutolisce.

Questo romanzo che sa di antico, si fa scrigno di  profumi e voci del passato, di tradizioni che purtroppo non esistono più dando voce a quella memoria collettiva andrebbe preservata e tramandata alle nuove generazioni.

Una vita semplice ma non per questo facile: la guerra, il dolore, la distruzione, i sacrifici ma anche e soprattutto la solidarietà, la forza, la speranza la condivisione sono raccontate da donne straordinarie che hanno saputo “volersi bene”, stringersi, sorridere e andare avanti nonostante tutto!

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