Esiste un luogo dove gli uomini riescono a realizzare se stessi in perfetto equilibrio con la natura e i propri simili? Si quest’isola si chiama Somnium, ed è possibile incontrarla nel bravissimo romanzo di Maria Teresa Rotola.
Ma se esiste un tale posto da favola esiste anche un luogo grigio, dove gli uomini vivono del proprio individualismo, concentrati solo e unicamente sull’accumulo di ricchezza.
Due sono le protagoniste di questa storia: Photami (che incarna appieno il luogo che l’ha vista nascere, Somnium) e Marea (che appartiene, ma non de tutto, al luogo in cui gli abitanti si nutrono più delle apparenze che della sostanza).
Marea però non condivide totalmente la mentalità della sua gente e quando arriverà il momento del “passaggio” dall’adolescenza all’età adulta, deciderà di lasciare il villaggio per recarsi in un posto che ha solo sentito nei racconti degli anziani del paese: Marea avrà il coraggio di seguire la scintilla che sente ardere nel suo cuore e contrariamente alla volontà, e al modi di comportarsi dei suoi amici e familiari, che avrebbero scelto in base a pesi e misure differenti, lei decide di andare nell’isola di Somnium.
In quest’isola incontra una fanciulla che ama andare a pesca e per mari e coltivare le sue amate terre che la ringraziano donandole splendidi fiori e succose mele e lamponi: Photami farà da guida a Marea durante la sua permanenza nell’isola. Tra le due ragazze, inaspettatamente, nascerà subito un’intesa, e un sentimento d’amicizia le legherà.
Questo brevissimo romanzo fornisce innumerevoli spunti di riflessione, guidando il lettore verso l’introspezione, portandolo senza forzature a meditare sulla propria vita, sulle proprie scelte e sul mondo che lo circonda.
E come scrive l’autrice la nostra anima sceglie ciò che desidera e ciò di cui ha bisogno.