REVNION è un romanzo estremamente avvincente, una storia particolare, ambientata in Italia in uno spazio temporale molto vicino a quello in cui viviamo, in cui un giovane che gioca a fare Dio.
Provate a pensare per un attimo, cosa succederebbe se esistesse un congegno che può ipnotizzare tutta la popolazione mondiale, e soprattutto chiedetevi cosa ne fareste se fosse in mano vostra?
Pensereste a voi stessi o provereste a cambiare il mondo e renderlo un posto migliore per tutti, non solo per voi?
Questo è ciò che accade a Drago Ozelot, il protagonista di questo romanzo: Drago è un ragazzo appassionato di musica e di scienza, che scopre la combinazione perfetta di suoni per controllare la mente umana e assoggettare il mondo intero al suo volere. Grazie alle sue capacità di analisi, che gli consentono di valutare tutto nei minimi dettagli con grande lucidità (non a caso Drago è soprannominato il Meticoloso dai suoi amici) il ragazzo riesce ad assoggettare l’intera popolazione mondiale e farsi adorare come il nuovo Dio universale.
E così dalla mente di Drago il Dispositivo Emozionale Variabile Intra Limbico (abbreviato in Devil), una sorta di amplificatore che diffonde onde sonore che, tramite esse, riesce a manipolare l’ascoltatore: su queste ali la mente del lettore che si avventura fra queste pagine, inizia a volare alto.
Così pagina dopo pagina ci si trova catapultati a fianco di Drago, quasi come a partecipare alla scelta di una delle frequenze del Devil, assistendo alla sua scelta che ricade sull’effetto god, che gli permette di essere considerato e obbedito come un Dio, per migliorare il mondo, secondo la sua personale visione delle cose.
Drago si rivela un personaggio controverso che l’autore ci presenta come il classico ribelle che non si assoggetta alle regole della società capitalistica, ma che è pronto a tutto pur di riuscire nei suoi scopi, anche a scapito dei suoi amici più cari.
A volte la penna dell’autore lo dipinge cinico e crudele a volte mette in risalto il suo aver a cuore le sorti del pianeta: una figura affascinante che conquisterà il lettore per questa sua ambivalenza che oscilla fra bontà e malvagità.
Vi sfido a leggete questo romanzo e poi una volta arrivati in fondo vorrei che provaste a dare una risposta alla domanda con cui vi lascerà: è giusto utilizzare metodi moralmente scorretti, come il potere che dà il Devil sulle menti altrui, per avviare e portare a termine il ritorno alla natura, dove l’aiuto reciproco diventa un modo di vivere e dove non vengono annullate con un colpo di spugna le differenze fra classi sociali, nazionalità ed etnie?