Con questo indimenticabile romanzo l’autore restituisce alle cronache la storia dello “Schindler inglese” il broker britannico di origini ebraiche, Sir Nicolas Winton, che nella Praga del 1939 riuscì a salvare 669 bambini dal Nazismo.

Già nei precedenti “L’angelo di Monaco” ed il suo sequel “I demoni di Berlino” lo studioso, ricercatore, bibliotecario modenese, Massimi, aveva dato validissima prova di sé, narrando a modo suo l’ascesa al potere di Hitler e del nazismo romanzando con arte aspetti meno noti della storiografia ufficiale, e però reali, documentati, storicamente innegabili.

Se deciderete di iniziare a leggere “Se esiste un perdono” sappiate che questo romanzo non è un’opera di fantasia, ma è un’accurata e documentata descrizione di una delle epoche più buie della nostra Storia recente. Ma siate pronti anche ad incontrare una scrittura fluida, una costruzione della narrazione che vi terrà sempre con il fiato sospeso, e con la voglia di voltare una pagine dietro l’altra. Siate pronto ad avere fra le mani un romanzo potente, che mette in scena amicizia, amore, coraggio, tradimento e riscatto.

Sir Winton, coadiuvato dalla giovane Petra da Doreen e Trevor, organizza l’operazione diventata nota con il nome Kindertransport, con cui rende possibile lo sfollamento di centinaia di bambini, che dalla Cecoslovacchia trovano rifugio in Gran Bretagna. Si tratta di un’operazione complessa, che richiede l’impiego di decine di treni e tanti ostacoli burocratici da superare, che vede famiglie separarsi per assicurare una possibilità di salvezza ai più piccoli.

Girovagando nei vicoli di Praga, prima Petra poi Nicholas si imbattono nella Bambina del Sale: nessuno conosce la sua identità, è soprannominata così perché vende il sale, merce ormai rarissima, in piccoli sacchetti in tela azzurra ai passanti. Su di lei incombe un grave pericolo, ma per qualche misteriosa ragione sembra non voler accettare l’aiuto di Winton.

…si cresce in fretta, quando serve” dice la Bambina del sale.

E tutto assume un significato oltre le apparenze: il sale è componente delle lacrime, è contenuto nel sangue, ma soprattutto si resta di sale davanti a certe vicende.

…Aiuto chi è senza aiuto.” dirà Winston. E lui, Petra Doreen e Trevor una volta esaurito il loro compito, ritornano nell’ombra, tormentati dal sale sulle ferite, con un pungolo che martoria l’anima e che ripete in continuazione che si poteva fare di più, salvare più bambini, salvarli tutti, nessuno escluso, anche la Bambina del sale.

Un romanzo da leggere, e rileggere, per comprendere da dove veniamo, e forse per capire meglio dove sarebbe bene andare.

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