Questo sorprendente volume è una raccolta di nove racconti che pone al centro della narrazione il rapporto psiche-sentimento. Ma c’è di più: l’autore pone, discontinuamente, l’ambientazione in una realtà futuribile, che strizza l’occhio al genere distopico.

La struttura delle storie, costruita ad arte con flash back, interruzioni e ricorrenze, attira il lettore in una tela ragna, da cui difficilmente uscirà e che lo porterà poi, in seguito alla lettura, a ritornare con la mente, spesso, a quanto letto e fare riflessioni tutt’altro che banali.

 Una particolare attenzione viene posta dall’autore nell’analizzare e rendere parola i comportamenti umani affetti dai più vari disturbi psicologici, creando camei di notevole impatto emotivo.

E se la lettura è un viaggio, l’avventura fra queste pagine è simile a un giro sulle montagne russe: un susseguirsi repentino fra situazioni struggenti, inquietudini e paure in grado di destabilizzare il lettore, che si troverà a scendere, scendere vertiginosamente con il vento gelido dell’inquietudine che lo avvolge e lo schiaffeggia quasi togliendogli il fiato.

Mi voglio soffermare sull’ultimo racconto quello con cui l’autore ha voluto chiudere (non a caso, a parer mio) la raccolta, forse il racconto più tenero. Un passaggio di consegne tra due lavoranti che appare, in una nemmeno tanto contorta interpretazione, una sorta di passaggio di consegne tra l’autore e il lettore, con il testimone da raccogliere all’ultima pagina.

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