Viterbium, 1271.
Il conclave più lungo della storia.
Una donna e il suo bambino.
Un uomo di ritorno dalla crociata.
Questi gli ingredienti dichiarati in sinossi di questo breve ma intenso romanzo, denso di storie e avventura.
Selesia è il nome della protagonista, che cattura il lettore al solo ascoltarlo: l’infamante accusa di stregoneria per la donna deriva (come quasi di norma nel XIII secolo) dalla sua dimestichezza a utilizzare erbe e semplici rimedi per guarire i malanni del popolo.
Questa “colpa” la ha allontanata dalla sua città Natale, Viterbium, insieme al figlioletto Loysio.
Appreso della morte della malattia della madre Sibilla (certi nomi non sono scelti a caso!) Selesia decide di tornare a Viterbium, sotto mentite spoglie, presto smascherate dal suo acerrimo nemico Nicodemo Bisenzi, che si adopererà in tutti i modi per averla o distruggerla.
Chi sarà il misterioso cavaliere rientrato da Gerusalemme?
Con una narrazione chiara e avvincente, le autrici ci guidano fra le strade della città, facendoci sentire odori e miasmi di una società in cui una donna “intelligente” e non sottomessa, che entra a testa alta nella sua città sfidando gli uomini che avevano giurato di ucciderla, era vista come una nemica.
Ma, nonostante il romanzo sia impostato sul registro “avventuroso”, non mancano attimi di introspezione che svelano la vicenda umana di Selesia attraverso rapidi flash back: una manciata di parole inserite sapientemente nei punti giusti rivelano tutto ciò che c’è da sapere per dare un senso compiuto all’intera vicenda.
Un romanzo appassionante, da godere tutto d’un fiato, dove passioni, intrighi, grandi amori, hanno come sfondo storico l’elezione più complessa della storia: quella del primo Conclave.